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Info sul Museo

Il primo nucleo della collezione archeologica della Fondazione Banco di Sicilia risale alla fine degli anni Cinquanta, quando il Ministero della Pubblica Istruzione acconsentì ad affidare al Banco di Sicilia 320 pezzi di varia natura e provenienza, affinché il loro restauro - e la successiva esposizione al pubblico - valesse a salvaguardarli e valorizzarli convenientemente.

Oggi la Fondazione possiede 4.751 reperti, la maggior parte dei quali proviene da scavi archeologici condotti principalmente a Solunto, Terravecchia di Cuti, Himera e Selinunte e finanziati dal Banco negli anni Sessanta, che ha in tal modo sottratto al mercato clandestino pezzi di grande rarità e delicatissima fattura.

Altri esemplari, invece, derivano da acquisti con i quali si è voluto conservare in Sicilia materiale archeologico di notevolissimo interesse, che altrimenti sarebbe andato disperso. La collezione presenta gli affascinanti temi dei vasi preistorici, delle terrecotte e della ceramica figurata corinzia, attica ed indigena, che va dall’ultimo quarto del VII sec. sino alla fine del IV sec. a. C..

Tra le diverse ceramiche figurate di grande rilevanza, sia dal punto di vista storico che artistico, sono quelle che appartengono al periodo di produzione che tra la fine del V e gli inizi del IV sec. a. C. fiorisce in varie località della Magna Grecia e della Sicilia. Il Museo possiede un superbo cratere protosiceliota a calice, della fine del V sec. a.C.– attribuito al pittore della Scacchiera –, con danzatrice di pirrica tra due figure femminili ed Eros su satiro.
Il vaso è di considerevole importanza sia per il soggetto, interessante ed insolito, sia per lo stile, collegato a quello del pittore di Dirce, specialmente nella resa della donna seduta, delle figure sul lato secondario e della decorazione.





 


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